Di cosa mi occupo

NEURALTERAPIA secondo Huneke e NEUROMIOTERAPIA SEGMENTARIA secondo Fischer

-Tecniche sviluppate rispettivamente in Germania ed in America. La prima si propone attraverso l’utilizzo di anestetici locali a basso dosaggio e soluzioni saline ipertoniche di agire su focus ectopici perturbanti e disfunzionali. Tale terapia mirata anche a livello gangliare, paravertebrale permette di desensibilizzare gradualmente il/i nervi alterati e pertanto ristabilire la normale conducibilità biolettrica.  Gli effetti sono evidenti sin dalle prime sedute e si potenziano gradualmente. Essendo gli aghi di piccolissimo calibro e atraumatici, la terapia risulta quasi indolore.

La neuromioterapia segmentaria invece, oltre all’uso di anestetici locali prevede la possibilità di agire dopo accurata e complessa diagnostica dermatoneuomiomerica e la localizzazione specifica e mirata del punto disfunzionale, di effettuare una riflessoterapia che coinvolge il segmento midollare disfunzionale.

 

NEUROSTIMOLAZIONE AGOPUNTURALE, RIFLESSOTERAPIA e NEUROPROLOTERAPIA

Attraverso la determinazione della resistività cutanea, utilizzo di termocamera ad infrarossi, lastre termogeniche a cristalli liquidi e più ultimamente anche grazie alla sonoelastografia con sonde ad altissima capacità selettiva è possibile la localizzazione cutanea e sottocutanea di disfunzioni mio-fasciali, nonchè alterazioni del circolo artero-venoso/ capillare in sofferenza. I trigger, tender e painfull points, spesso sono espressione in superfice di patologie correlate. Attraverso l’utilizzo di laser dedicati, neurostimolatori interattive, tecniche manuali e dry needling con permanenza fasciale, è possibile ottenere una stimoloterapia con la quale lo stesso organismo mette in atto la produzione di sostanze antalgiche, antiinfiammatorie e riparative. La terapia non è dolorosa, presenta pochissime controindicazioni, può essere ripetuta ed effettuata anche in pazienti anziani e con più comorbilità.

La neuroproloterapia, ideata da un medico Australiano, prevede la somministrazione sottocutanea di soluzione di glucosio o mannitolo al 5% o 12,5% che sembrerebbe agire già durante la stessa seduta, sui recettori dei vanilloidi VRP1 e VRP2, con effetto antalgico. Trattandosi di sostanze ritenute simil fisiologiche in quantità e percentuali bassissime, non entrando in circolo, ma localizzate nel sottocutaneo, nella maggior parte dei pazienti non determina effetti collaterali, se non dovuti alla stessa iniezione.

Negli ultimi anni due ricercatori spagnoli hanno messo a punto una metodica che attraverso un semplice ago di agopuntura ed un apparecchiatura dedicata, e la emissione di correnti galvaniche a basso campo, determinano una infiammazione controllata e voluta da una idroelettrolisi nel punto individuata con buoni risultati sul dolore e recupero funzionale in poche sedute.

 

 

INFILTRAZIONI PERITENDINEE, PERIARTICOLARI, SEGMENTO -TERAPIA

L’utilizzo e la somministrazione di stabilizzanti di membrana e similari, nelle immediate vicinanze dei nervi, dei tendini e delle grandi e piccole articolazioni, nonché nelle correlate proiezioni segmentali è una tecnica conosciuta da molto tempo. La possibilità di effettuarla con estrema precisione grazie alla evoluzione delle apparecchiature ecografiche permette di ottenere risultati maggiori e più duraturi nel Tempo.   

 

INTRADERMOTERAPIA DISTRETTUALE

Tecnica che permette la somministrazione nel derma di farmaci della farmacopea ufficiale, ma in diluizioni ridotte e somministrazioni settimanali, addirittura quindicinali e mensili, con sommo vantaggio per coloro che hanno difficoltà nelle assunzioni di farmaci. L’effetto sembra essere dovuto a più fattori, con notevole beneficio a livello locale e quasi assenza di effetti collaterali, dovuti al passaggio in circolo delle molecole. Anche l’effetto riflessoterapico ed immunostimolante sono da tenere in notevole considerazione terapeutica.

 

LA RIMODULAZIONE OSTEONEURALE © e LA NEUROTTIMIZZAZIONE PSICOFISICA ©

Sono due metodiche con presupposti concettuali innovativi che si integrano tra loro. Purtroppo necessitano di una notevole esperienza professionale. Fanno perno sul concetto di Network Neuronale e sulla interrelazione tra sistema nervoso centrale, periferico e soprattutto neurovegetativo. Per anni il sistema connettivale è stato considerato in medicina come il tessuto mesenchimale con funzioni poco più che di sostegno. Rivoluzionarie scoperte in merito alla MEC (matrice extracellulare), vedi prof. Pischingher et all., hanno sovvertito completamente la visione di tale “organo”.  Attraverso il concetto di neuromodulo cerebrale e la possibilità di ottenere risposte rapide e durature, si utilizza sempre più tale metodo, in via di ulteriore sviluppo. Le metodiche che racchiudono una evoluzione concettuale, sono da ritenersi assolutamente innocue, senza sostanziali  effetti collaterali.

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